Dopo lunga e travagliata lettura, finalmente sono giunto alla fine di questo libro.
L'ho trovato semplicamente stupendo per quanto sia più un saggio di filologia che altro.
L'autore, partendo dalla sua esperienza di vita spirituale, descrive quel che lo ha portato ad analizzare i testi del Nuovo Testamento, che considerava all'inizio come "Verbo di Dio direttamente dettato agli autori"...
Da un'analisi molto precisa (anche se logicamente di parte, essendo il frutto di suoi studi) considera i primi 5 secoli della storia cristiana e spiega per quali motivi vi siano delle discrepanze di testo o persino di concetto, tra i testi più antichi che abbiamo a disposizione per quanto riguarda il Corpo dei Vangeli, e le edizioni che abbiamo comunemente sotto mano...
Si va dai meri errori di copiatura, alle forzature del testo in una direzione piuttosto che in un'altra per motivazioni di lotte dogmatiche, alle modifiche di concetto o cancellazione/aggiunta di alcune parti del testo per rendere inconfutabile agli occhi dei fedeli e dei nemici della Fede quel che i Padri della Chiesa volevano che si capisse... Una vera e propria babele di mofiche, correzioni, omissioni ed aggiunte.
Fa anche un'analisi storica dello studio della correttezza dei testi dei Vangeli, spiegando le scoperte fatte dalle diverse parte religiose cristiane in causa a partire dal XVII secolo in poi.
Devo ammettere che prendendo in mano quel libro la prima volta mi aspettavo di trovare lo scritto di qualche estremista che attaccava quel che i 20 secoli di Santa Romana Chiesa hanno prodotto... Ed invece sono stato molto piacevolmente stupito per l'imparzialità e l'oggettività che l'autore dimostra nella spiegazione dei suo studi, limitando quasi del tutto la sua analisi ai primi secoli della cristianità.
Insomma, davvero un bel libro, da leggere anche solo per curiosità.
Ricorda il passato quando guardi al futuro... Sbaglierai molto meno...
Enrico da Rivoli
Cavaliere