La Commenda di Santa Sofia

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San Bernardo da Chiaravalle
view post Posted on 19/8/2008, 11:48Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/12/2009, 14:44


Bernardo nacque nel 1090 nel castello di famiglia a Fontaines-les-Dijon, in Borgogna, da Treselino ed Aletta di Montbard. Dopo un breve periodo dedicato alla vita cavalleresca, nel 1112 entrò nell'Ordine di Cîteaux, fondato qualche anno prima da Roberto di Molesme; nel 1115 l'abate Stefano di Harding gli affidò la guida di un nuovo monastero: quello di Calirvaux.
La sua saggezza e cultura lo elevarono a cariche di prestigio nell'ambito religioso; divenne dottore della Chiesa, difendendone l'ortodossia, come avvenne nel caso degli insegnamenti eretici di Pietro Abelardo. Nel 1118 Bernardo partecipò al concilio di Troyes e nel maggio 1135 fu presente al concilio di Pisa, convocato per dirimere lo scisma fra Innocenzo II e l'antipapa anacleto. Dopo aver partecipato all'assemblea generale di Vézelay, durante la quale fu bandita la seconda crociata (1147-1149), Bernardo viaggiò in tutta Europa per convincere popolani e sovrani a partire in difesa della Terrasanta. Indebolito dai numerosi impegni politici ed ecclesiastici, Bernardo morì il 20 agosto 1153.
Oltre al "De laude novae militia", dedicata ai templari, ha lasciato numerose opere, tra le quali vanno ricordate il "De contemptu Dei" ed il "De diligendo Dei".



Il poco che so lo devo alla mia ignoranza

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Padre generale

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 23/9/2009, 21:52


Fu uno delle maggiori menti cristiane del suo periodo, tanto da influenzare con i suoi scritti e le sue parole molte delle decisioni di Santa Romana Chiesa in quegli anni.

Dalla sua agiografia del sito: Santi e Beati

CITAZIONE
Digione, Francia, 1090 - Chiaravalle-Clairvaux, 20 agosto 1153

Bernardo, dopo Roberto, Alberico e Stefano, fu padre dell'Ordine Cistercense. L'obbedienza e il bene della Chiesa lo spinsero spesso a lasciare la quiete monastica per dedicarsi alle più gravi questioni politico-religiose del suo tempo. Maestro di guida spirituale ed educatore di generazioni dei santi, lascia nei suoi sermoni di commento alla Bibbia e alla liturgia un eccezionale documento di teologia monastica tendente, più che alla scienza, all'esperienza del mistero. Ispirò un devoto affetto all'umanità di Cristo e alla Vergine Madre. (Mess. Rom.)

Patronato: Apicultori

Etimologia: Bernardo = ardito come orso, dal tedesco

Emblema: Bastone pastorale, Libro

Martirologio Romano: Memoria di san Bernardo, abate e dottore della Chiesa, che entrato insieme a trenta compagni nel nuovo monastero di Cîteaux e divenuto poi fondatore e primo abate del monastero di Chiaravalle, diresse sapientemente con la vita, la dottrina e l’esempio i monaci sulla via dei precetti di Dio; percorse l’Europa per ristabilirvi la pace e l’unità e illuminò tutta la Chiesa con i suoi scritti e le sue ardenti esortazioni, finché nel territorio di Langres in Francia riposò nel Signore.

A ventidue anni si fa monaco, tirando con sé una trentina di parenti. Il monastero è quello fondato da Roberto di Molesmes a Cîteaux (Cistercium in latino, da cui cistercensi). A 25 anni lo mandano a fondarne un altro a Clairvaux, campagna disabitata, che diventa la Clara Vallis sua e dei monaci. È riservato, quasi timido. Ma c’è il carattere. Papa e Chiesa sono le sue stelle fisse, ma tanti ecclesiastici gli vanno di traverso. È severo anche coi monaci di Cluny, secondo lui troppo levigati, con chiese troppo adorne, "mentre il povero ha fame".
Ai suoi cistercensi chiede meno funzioni, meno letture e tanto lavoro. Scaglia sull’Europa incolta i suoi miti dissodatori, apostoli con la zappa, che mettono all’ordine la terra e l’acqua, e con esse gli animali, cambiando con fatica e preghiera la storia europea. E lui, il capo, è chiamato spesso a missioni di vertice, come quando percorre tutta l’Europa per farvi riconoscere il papa Innocenzo II (Gregorio Papareschi) insidiato dall’antipapa Pietro de’ Pierleoni (Anacleto II). E lo scisma finisce, con l’aiuto del suo prestigio, del suo vigore persuasivo, ma soprattutto della sua umiltà. Questo asceta, però, non sempre riesce ad apprezzare chi esplora altri percorsi di fede. Bernardo attacca duramente la dottrina trinitaria di Gilberto Porretano, vescovo di Poitiers. E fa condannare l’insegnamento di Pietro Abelardo (docente di teologia e logica a Parigi) che preannuncia Tommaso d’Aquino e Bonaventura.
Nel 1145 sale al pontificato il suo discepolo Bernardo dei Paganelli (Eugenio III), e lui gli manda un trattato buono per ogni papa, ma adattato per lui, con l’invito a non illudersi su chi ha intorno: "Puoi mostrarmene uno che abbia salutato la tua elezione senza aver ricevuto denaro o senza la speranza di riceverne? E quanto più si sono professati tuoi servitori, tanto più vogliono spadroneggiare". Eugenio III lo chiama poi a predicare la crociata (la seconda) in difesa del regno cristiano di Gerusalemme. Ma l’impresa fallirà davanti a Damasco.
Bernardo arriva in una città e le strade si riempiono di gente. Ma, tornato in monastero, rieccolo obbediente alla regola come tutti: preghiera, digiuno, e tanto lavoro. Abbiamo di lui 331 sermoni, più 534 lettere, più i trattati famosi: su grazia e libero arbitrio, sul battesimo, sui doveri dei vescovi... E gli scritti, affettuosi su Maria madre di Gesù, che egli chiama mediatrice di grazie (ma non riconosce la dottrina dell’Immacolata Concezione).
Momenti amari negli ultimi anni: difficoltà nell’Ordine, la diffusione di eresie e la sofferenza fisica. Muore per tumore allo stomaco. È seppellito nella chiesa del monastero, ma con la Rivoluzione francese i resti andranno dispersi; tranne la testa, ora nella cattedrale di Troyes.
Alessandro III lo proclama santo nel 1174. Pio VIII, nel 1830, gli dà il titolo di Dottore della Chiesa.


Ricorda il passato quando guardi al futuro... Sbaglierai molto meno...

Enrico da Rivoli
Cavaliere
 
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